Bianco, lungo e simile ad una carota un po’ troppo cresciuta: il daikon è una radice di origine asiatica sempre più presente anche sulle nostre tavole. È fresco, croccante, leggermente pungente e si presta a mille usi in cucina, dall’insalata alla zuppa.
Vediamo meglio cos’è il ravanello daikon, quali sono le sue proprietà, che gusto ha, a cosa fa bene, dove si può trovare e come si mangia.
Daikon: che cos’è
Cosa vuol dire daikon? La parola “daikon” viene dal giapponese e significa letteralmente “grande radice”. Un nome molto semplice, ma perfetto per descrivere questo ortaggio: una radice bianca, lunga e spesso di dimensioni importanti.
Come si chiama in italiano? In italiano il daikon viene chiamato in diversi modi. I nomi più comuni sono:
- ravanello daikon
- ravanello giapponese
- ravanello cinese
- rapa cinese
- carota bianca giapponese
- ravanello bianco
Il daikon è una varietà di ravanello di origine asiatica dalla forma allungata e dalla polpa bianca. Appartiene alla stessa famiglia di cavoli, broccoli, rape e ravanelli, ma rispetto al classico ravanello rosso ha un sapore più delicato, meno piccante e più fresco.
È una radice commestibile, anche se a volte viene chiamato impropriamente tubero. In realtà il daikon non è un tubero come la patata, ma una radice carnosa e croccante.
Proprietà e benefici
Il daikon è un ortaggio molto ricco di acqua e povero di calorie. Per questo viene spesso inserito all’interno di un’alimentazione leggera ed equilibrata, soprattutto quando si desidera portare in tavola qualcosa di fresco, semplice e digeribile.
Tra le principali proprietà del daikon troviamo il contenuto di acqua, fibre, vitamina C e sali minerali come il potassio. Le fibre contribuiscono al normale senso di sazietà e aiutano a rendere l’alimentazione più completa, mentre l’elevata presenza di acqua lo rende un alimento fresco e leggero.
In molte tradizioni orientali il ravanello giapponese viene usato anche come accompagnamento a piatti più ricchi, proprio per il suo sapore fresco e leggermente pungente. Grattugiato o tagliato sottile, può aiutare a “pulire” il palato e rendere il pasto più equilibrato.
Calorie e valori nutrizionali
I valori nutrizionali possono variare leggermente in base alla varietà, alla freschezza e al metodo di coltivazione, ma in media 100 g di daikon crudo apportano circa:
- Calorie: 18 kcal
- Acqua: circa 95 g
- Carboidrati: circa 4 g
- Fibre: circa 1-1,6 g
- Proteine: circa 0,6 g
- Grassi: circa 0,1 g
- Vitamina C: circa 15-22 mg
- Potassio: circa 230-240 mg
Come si usa in cucina e possibili ricette
Il daikon è molto versatile e può essere usato in cucina in tanti modi diversi. Si può mangiare crudo, cotto, fresco, secco, marinato, fermentato, grattugiato, al forno, in padella o dentro una zuppa.
Il modo più semplice per usarlo è crudo in insalata. Basta lavarlo, pelarlo e tagliarlo a rondelle sottili, a bastoncini o alla julienne. Si abbina molto bene a carote, finocchi, cetrioli, rucola, cavolo cappuccio, semi di sesamo e condimenti freschi a base di limone o aceto di riso.
Il daikon crudo è ottimo anche nei poke, dove aggiunge croccantezza e freschezza. Può essere tagliato a listarelle sottili e abbinato a riso, avocado, edamame, tofu, pesce, verdure marinate o salsa di soia.
Nella cucina orientale (giapponese, cinese, vietnamita, coreana) viene spesso utilizzato grattugiato. In questa forma ha una consistenza succosa e un sapore fresco, ideale per accompagnare piatti più saporiti o per dare una nota leggera a preparazioni semplici.
Il daikon cotto, invece, ha un gusto più dolce e delicato. Può essere aggiunto a zuppe, minestre, brodi vegetali e piatti in stile cucina orientale. Tagliato a cubetti o a mezze rondelle, si ammorbidisce durante la cottura e assorbe bene i sapori degli altri ingredienti.
Si può preparare anche in padella, saltato con olio, aglio, zenzero, salsa di soia o erbe aromatiche e spezie. In questo caso diventa un contorno veloce e diverso dal solito, perfetto da abbinare ad altre verdure.
Un’altra idea è il daikon al forno. Basta tagliarlo a bastoncini o cubetti, condirlo con olio extravergine di oliva, sale, pepe e spezie, poi cuocerlo finché diventa morbido. La consistenza resta più acquosa rispetto alle patate, ma il risultato è leggero e piacevole.
Il daikon marinato è molto diffuso nella cucina orientale. Si può preparare con aceto di riso, sale, zucchero e spezie, ottenendo un contorno fresco e saporito. In alcune ricette coreane viene anche fermentato, ad esempio in preparazioni simili al kimchi.
Esiste poi il daikon secco, che si trova soprattutto nei negozi di alimentari orientali.
Quanto mangiarne
Una porzione ragionevole di daikon può essere di circa 100-150 g al giorno, come parte del normale consumo di verdure.
Se non lo hai mai mangiato, meglio iniziare con una piccola quantità, ad esempio 50-80 g, soprattutto se lo consumi crudo. In questo modo puoi capire se lo digerisci bene e se il suo sapore leggermente pungente ti piace.
Se lo mangi cotto, in genere risulta più delicato e può essere tollerato meglio anche da chi non ama il gusto pungente del ravanello crudo.
Che gusto e sapore ha
Il gusto del daikon è fresco, leggermente pungente e delicato e ha una consistenza croccante e succosa.
Da crudo ricorda il ravanello rosso, ma è meno piccante e più acquoso. Il sapore può cambiare leggermente anche in base alla parte della radice: alcune zone sono più dolci, altre più intense e pungenti.
Da cotto, invece, il daikon diventa molto più morbido e delicato. La nota piccante si attenua e lascia spazio a un gusto leggermente dolce.
Il daikon è generalmente ben tollerato e non ha controindicazioni, ma come sempre dipende dalla sensibilità personale e dalla quantità consumata.
Se ti stai chiedendo dove si trova e dove si comptail daikon, puoi cercarlo: nel reparto ortofrutta dei supermercati grandi, nei negozi asiatici, nei mercati cittadini, nei negozi biologici, online soprattutto nella versione secca, marinata o fermentata.
Schede Erbe:
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Questo articolo si basa sull’uso popolare tradizionale e sulla letteratura scientifica. Le informazioni ed i consigli presenti non sono di natura prescrittiva o curativa, ma hanno solo uno scopo informativo.






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