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Ecco come utilizzare l’Uva ursina per il benessere delle vie urinarie

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Uno dei rimedi naturali più utilizzati ed efficaci per favorire la purificazione delle vie urinarie è l’Uva ursina (Arctostaphylos uva ursi Sprengel). Questo piccolo arbusto facilita la rimozione dei batteri che ristagnano nelle vie urinarie, aiutando a calmare il bruciore da essi provocati.

Nelle aree di montagna cresce spontanea in boschi, luoghi rocciosi o sassosi.

Si riconosce per i suoi frutti che sono delle bacche di colore rosso. E per le sue foglie a forma di spatola, molte dure e consistenti che sono anche la parte che si utilizza in fitoterapia.

Ma vediamo più da vicino quali sono le proprietà di questa pianta e come utilizzarla correttamente per ottenere il massimo dei suoi benefici.

Perché l’Uva ursina è utile?

Le proprietà dell’Uva ursina si devono soprattutto al suo contenuto in composti fenolici.

In particolare di arbutina, che viene eliminata attraverso le vie urinarie dove,  in presenza di un ambiente basico,  si trasforma in idrochinone. La vera molecola attiva dotata di proprietà antisettiche ed antinfiammatorie sulle vie urinarie.

Nelle foglie dell’Uva ursina sono inoltre presenti flavonoidi, tannini, iridoidi, triterpeni e mucillagini.

Queste sostanze lavorano in sinergia con l’arbutina, svolgendo un’attività diuretica, astringente ed antinfiammatoria.

Come si usa l’Uva ursina?

Con le foglie dell’Uva ursina si può preparare una tisana. Sono dure e coriacee, quindi si consiglia di fare un decotto, mettendo un cucchiaio di erba secca in circa 250 ml di acqua fredda e portando il tutto ad ebollizione per circa 10 minuti. La quantità da bere è di circa 500 ml al giorno.

In alternativa si può utilizzare la soluzione idroalcolica (tintura madre), molto più pratica e comoda da assumere. La dose consigliata è di 60 gocce per 2 volte al giorno, sciolte in abbondante acqua. Meglio se un po’ lontano dai pasti.

In entrambi i casi sarebbe meglio aggiungere mezzo cucchiaino di bicarbonato. Serve per basificare le urine e creare un ambiente favorevole per la formazione dell’idrochinone. In questo modo si ottiene una migliore efficacia della pianta.

Oppure si può assumere l’estratto secco che deve essere titolato in arbutina al 6/10%. In commercio sono disponibili compresse o capsule a base di estratto secco di Uva ursina pronte all’uso, in cui solitamente è già presente anche l’agente basificante.

Si possono associare altre piante?

Si, al Corbezzolo ed all’Erica. Come l’Uva ursina, contengono glucosidi idrochinonici, sostanze che aiutano a disinfettare le vie urinarie risultando utili per una buona purificazione del tratto urinario.

No invece al Mirtillo americano. Sebbene sia una pianta molto utile per le vie urinarie, non andrebbe assunta insieme all’Uva ursina. Tende infatti ad acidificare le urine, rendendola meno efficace.

Si possono associare anche piante dalle proprietà drenanti, che stimolano la diuresi e quindi il lavaggio delle vie urinarie. Un esempio possono essere la Pilosella, la Verga d’oro, la Betulla e la Gramigna. 

Ha delle controindicazioni/effetti collaterali?

Si consiglia di non assumerla per periodi troppo prolungati (massimo 20/25 giorni) e nelle persone con reflusso o ulcere, per la presenza di tannini che potrebbero causare problemi allo stomaco.

E’ controindicata inoltre in gravidanza, allattamento, in età pediatrica ed in caso di gravi epatopatie ed insufficienza renale.

Infine va evitata l’associazione con alimenti, farmaci e piante acidificanti come agrumi, Rosa canina, Acerola in quanto ne ridurrebbero l’attività disinfettante.

 

Questo articolo è a puro scopo informativo, si basa sull’uso popolare tradizionale e sulla letteratura scientifica, e non vuole essere in alcun modo di natura prescrittiva. Prima dell’utilizzo di qualsiasi rimedio naturale chiedere consiglio al proprio medico curante. 

 

Fonti:

  • Campanini E., 2014, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Ed. Tecniche Nuove.

 

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