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Far ascoltare la musica in gravidanza e ai neonati fa bene?

Madre fa ascoltare musica bambino in pancia

L’educazione musicale dovrebbe iniziare già durante la gravidanza, a partire dal 6° mese, ad opera dei genitori che devono costruire un ambiente intorno al bambino ricco e stimolante.

Deve instaurarsi un clima positivo in cui l’apprezzamento della musica possa favorire il benessere del nascituro.

Ascoltare musica in gravidanza influisce lo sviluppo del feto?

Ebbene sì! E’ stata evidenziata una correlazione tra l’esposizione del feto a musica e suoni rilassanti e lo sviluppo cognitivo e comunicativo del neonato nei primi 18 mesi di vita.

Nello studio condotto da L. Pagliaini e A. Imbasciati sono state trovate correlazioni tra l’esposizione acustica ambientale del feto e lo sviluppo linguistico del bimbo, rilevando come la comunicazione intenzionale della gestante verso il suo nascituro influisca positivamente sullo sviluppo delle capacità linguistiche del bambino.

E’ dimostrato come la musica e altri rumori arrivino all’interno dell’utero, seppur in modo ovattato e attutito dalla parete addominale e dal liquido amniotico.

Il feto dunque è esposto a queste vibrazioni che si vanno ad aggiungere al respiro della madre, al battito cardiaco e agli altri organi. Il feto percepisce queste onde sonore tramite l’udito ma anche tramite il sistema osseo.

Tutti gli stimoli esterni possono creare un rapporto con il nascituro. E’ possibile che quest’ultimo possa addirittura riconoscere suoni che lo hanno accompagnato durante i 9 mesi e che lo rendano tranquillo e calmo perché associati a quel mondo di sicurezza e protezione che era il grembo materno.

Che musica è meglio far ascoltare al neonato?

Quando il bambino è finalmente tra noi udirà principalmente le conversazioni dei genitori e degli adulti, il “babytalk” degli adulti, il pianto stesso del bambino e le ninne nanne. Oltre a tutto questo c’è anche la musica.

Non vi è un particolare genere da dover ascoltare, bensì l’importante è scegliere musiche melodiche e leggere che non creino stati d’ansia o agitazione nel piccolo.

Il bambino quando nasce è un poliglotta che va via via specializzandosi nella propria lingua materna. In questa fase è molto sensibile agli stimoli sonori e musicali.

All’età di 3 o 4 anni si potrà già iniziare l’educazione all’uso di uno strumento musicale o approcciare la danza.

Lo sviluppo uditivo del bambino nel primo anno di vita

Età da 0 a 3 mesi

  • Sobbalza con forti rumori;
  • Riconosce le voci familiari: distingue per prima quella della madre e solo in un secondo momento quella del padre;
  • La voce della madre lo tranquillizza.

Età da 4 a 6 mesi

  • Riproduce suoni ripetitivi;
  • Prime vocalizzazioni, con gorgoglii e lallazioni;
  • Cerca la persona che gli sta parlando girando la testa;
  • Si diverte con sonagli e giocattoli che suonano.

Età da 7 a 10 mesi

  • Quando viene nominato il suo nome si gira e guarda;
  • Gira la testa cercando la fonte sonora (suonerie, telefoni, campanelli, etc.);
  • Inizia a dare significato alle parole;
  • Realizza i primi tentativi di canto.

Età da 10 a 12 mesi

  • Quando sente il suo nome risponde;
  • Riproduce e imita suoni semplici;
  • Inizia con le prime lallazioni musicali;
  • Parlotta nella sua lingua materna.

Errori da evitare

Quando si fa ascoltare la musica al neonato, bisogna stare molto attenti a mantenere un volume moderato.

Un’intensità sonora troppo elevata può comportare conseguenze serie o addirittura traumi all’udito del bambino.

In tema di gravidanza vi consigliamo anche la lettura del nostro approfondimento sull’allattamento al seno.

Fonti

  • Josep Gustems Carnicer – Professore Ordinario di Didattica dell’Espressione Musicale presso l’Università di Barcellona (Quaderni acp 2006)
  • Caterina Calderón Garrido – Psicologa clinica del Centro Grup 7, Barcellona (Quaderni acp 2006)
  • Dott.ssa Forlano – medicitalia.it
  • L. Pagliaini, A. Imbasciati – Un confronto tra l’esposizione acustica fetale e l’apprendimento del linguaggio del bambino nei primi 18 mesi di vita. (siba-ese.unisalento.it)

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