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Cannabis sativa: proprietà, effetti, controindicazioni

Cannabis sativa o Marjiuana

La Cannabis è una pianta che suscita molto interesse per la sua proprietà farmacologica.

Sempre più studiata in ambito scientifico e soggetto di molte discussioni a causa della “legalizzazione” della coltivazione di piante di “Cannabis light” e la vendita di prodotti a base di esse.

Ma conosciamo meglio questa pianta.

Cannabis Sativa: cos’è?

La Cannabis (chiamata anche Canapa) non è una droga, è un pianta.
Socialmente demonizzata come droga dimenticando che il suo utilizzo spazia dall’uso farmacologico a quello alimentare, tessile, combustibili, bio-edilizia, ecc.
La parte attiva della pianta (propriamente detta “droga”) è l’infiorescenza femminile, la quale presenta una resina ricca di principi attivi.

Marijuana, Cannabis e Hashish sono la stessa cosa?

Per Marijuana si intende le infiorescenze femminili di Canapa essiccate;
Per Hashish si intende un prodotto ottenuto dalla resina che riveste le infiorescenze femminili della Canapa;
Per Cannabis si intende il nome botanico della pianta, anche se molte persone tendono ad usare questo nome come sinonimo per Marijuana o Hashish.

La potenza psicoattiva può cambiare a seconda della varietà della pianta e della coltivazione.

Caratteristiche e proprietà

La Cannabis (Cannabis sativa L.) viene chiamata nel mondo anche con altri nomi, come: Marjiuana, Maria, Erba, Hash, Hashish, Kif, Ganja, ecc.

E’ una pianta erbacea che può raggiungere anche i 2 metri di altezza. Caratterizzata da:

  • Fusti eretti e scanalati in modo longitudinale;
  • Foglie sono formate da 7 foglioline lanceolate con margine seghettato;
  • Pianta dioica, ovvero che si distingue in maschio e femmina.

La Cannabis è costituita da un fitocomplesso, ovvero un insieme di principi attivi, le cui attività biologiche non appartengono ad un singolo componente ma alla sinergia che si crea tra le varie parti.

I più importanti e interessanti principi attivi sono i Cannabinoidi presenti su foglie e infiorescenze della pianta femmina. Essi sono: THC (Tetraidrocannabinolo) e il CBD (Cannabidiolo).

L’azione dei Cannabinoidi sul nostro organismo avviene grazie alla loro interazione con i recettori CB1 e CB2, che si trovano in diversi punti del nostro corpo dai neuroni, alle pareti dei vasi sanguigni e al nostro sistema immunitario.

  • Il THC è il principio attivo più studiato, molecola liposolubile che penetra la barriera ematoencefalica e che mostra una grande affinità per i recettori CB1 e CB2.
  • Il CBD è un principio attivo dall’affetto miorilassante, ansiolitico e antinfiammatorio. E’ il principale cannabinoide non psicoattivo, che modula l’intensità e la durata dell’effetto del THC migliorandone la farmacocinetica.

I cannabinoidi vengono prodotti in forma inattiva dal metabolismo secondario della pianta. E’ poi la decarbossilazione termica che trasforma il THC in forma inattiva in THC in forma attiva. Ed è proprio per questo motivo che i principi attivi della Cannabis sono molto più potenti se la pianta viene inalata con il fumo, in quanto subisce un processo termico (Hazekamp, 2008-2009).

Effetti

Esistono danni, rischio, effetti negativi o collaterali?

La Cannabis provoca:

  • Euforia
  • Sensazione di “pace”

Altri effetti secondari possono essere:

  • Diversa percezione di spazio e tempo
  • Sonnolenza
  • Agitazione
  • Pupille più dilatate
  • Tachicardia

L’effetto della Cannabis varia molto a seconda:

  • della personalità
  • dello stato emotivo
  • del modo d’uso
  • della quantità di THC che si è assunto

Tossicità: la Cannabis mostra una tossicità molto bassa. Non ci sono casi chiari di morte per abuso di Cannabis nell’uomo. Tuttavia sono stati documentati incidenti mortali legati all’abuso di cannabinoidi.

Nonostante l’attività psicoattiva il THC è stato utilizzato per trattare spasmi e dolori di origine neurologica in malati di sclerosi multipla. Sebbene si abbia bisogno di molti altri studi al riguardo si può confermare l’attività antinfiammatoria di questa pianta. Inoltre l’assunzione del fitocomplesso risulta migliore rispetto all’assunzione dei costituenti singoli. Confermando così la tesi di una importante sinergia tra le varie sostanze che lo compongono.

Legalizzazione Cannabis

In questo periodo, in Italia e all’estero, non si parla della “Cannabis light” che è legale e può essere già liberamente coltivata, ma bensì della legge per legalizzare la “Cannabis stupefacente”, che può contenere un’alta percentuale di THC. Mentre il CBD, è attualmente presente in alte percentuali nella cannabis legalmente venduta, ma non è una sostanza psicotropa e i suoi effetti sono più blandi del THC.
La Cannabis terapeutica o medica, infatti, ha un alto contenuto di THC e può essere venduta solo su ricetta medica.
Attualmente il limite di THC ammesso è dello 0,2% con una tolleranza che arriva fino al 0,5%.

Breve storia sul suo utilizzo

In Italia è stata coltivata per molti secoli a fini tessili, per produrre vele e corde per le navi.
Grazie a queste coltivazioni, l’Italia divenne la seconda produzione mondiale di canapa e il primo fornitore per le navi della marina britannica.
Ma con la diffusione delle navi a carbone iniziò lentamente il tramonto di questa coltura.

Differenza cannabis sativa e cannabis indica

Sembra comunque che questa varietà assuma il nome “indica” per distinguere la Canapa Europea (Sativa) da quella Indiana. La Canapa sativa si distingue dalla Canapa indica per l’altezza, la struttura della pianta, per la tempistica di fioritura e per gli effetti psicoattivi. La varietà indica viene considerata più rilassante mentre la varietà sativa più stimolante.

Fonti:

  • Hazekamp, Arno. 2008-2009. Cannabis review.
  • Kendall D.A. et al. 2017. Cannabinoid receptors in the central nervous system: their signaling and roles in disease.
  • Borgonetti V., Governa P., et al. 2018. Cannabis sativa L. constituents and their role in neuroinflammation.
  • Ligresti A., De Petrocellis L., Di Marzo V. 2016. From phytocannabinoids to cannabinoid receptors and endocannabinoids: pleiotropic physiological and pathological roles through complex pharmacology.
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