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Allattamento: come aumentare la produzione di latte

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Alla maggior parte delle donne che si trovano ad allattare capita di pensare di non produrre abbastanza latte per il proprio bambino.

Ma come capire se questa sensazione corrisponde o meno alla realtà? Ecco alcuni punti che possono aiutare a valutare e migliorare la situazione.

Come valutare la produzione di latte materno

Controllo settimanale del bambino

Il primo passo è quello di tener monitorato il proprio bimbo. Se il bambino non cresce abbastanza si devono valutare con il proprio pediatra le possibili cause. Non sempre la causa è la poca produzione di latte da parte della mamma. Capita che il latte sia prodotto in quantità sufficiente ma che il bambino non riesca a consumarlo per via di una suzione inefficace o perché la mamma ha un’emissione del latte troppo forte ed il bambino ne sia sopraffatto.

Valutare le sensazioni della mamma

Spesso succede che le sensazioni siano male-interpretate. Nelle prime 6 settimane dopo la nascita il seno appare gonfio, ma questa sensazione non è data solamente dalla presenza del latte ma anche dalla presenza di altri liquidi che vanno ad occupare lo spazio tra le cellule. Dopo le 6 settimane dal parto questi liquidi si riassorbono lasciando la sensazione di un seno molto più sgonfio. Viene naturale pensare che essendosi sgonfiato il seno sia diminuita la produzione di latte ma in realtà non è così. La quantità di latte prodotta al contrario di solito è in aumento, ma rimane questa errata percezione causata dalla perdita di acqua.

Capire bene il comportamento del bambino

Aumento dei capricci verso sera. Molto spesso si pensa di non avere abbastanza latte perché il bambino comincia ad agitarsi di più verso fine giornata. E’ vero che la sera è presente meno latte rispetto al mattino ma bisogna considerare anche il fatto che il latte della sera è un latte più grasso e ricco di calorie. Magari il bambino è agitato per altre cause come colichette, stanchezza o semplicemente per cercare una coccola prima di addormentarsi.

Porre particolare attenzione allo stress. Esso può interferire con le poppate. Se la mamma è agitata o preoccupata il bambino lo percepisce e non si sente al sicuro. Potrebbe mettersi a piangere più spesso cercando la mamma con lo scopo di tranquillizzarsi ma provocando in realtà un aumento dello stress materno. Lo stress potrebbe provocare una diminuzione della montata lattea che torna ad aumentare nel momento in cui la mamma torna ad essere tranquilla.

In caso di necessità come si fa ad aumentare la montata lattea?

Ecco 4 metodi efficaci per aumentare produzione del latte materno.

1. Aumentare la frequenza delle poppate

Aumentare la frequenza delle poppate. Cercare di assecondare il neonato tutte le volte che necessita di essere allattato. Infatti il seno produce latte ogni volta che viene stimolato dalla suzione del bambino. Quando il bambino succhia il latte materno provoca degli stimoli a livello del seno che vengono trasmessi al sistema nervoso aumentando la produzione di determinati ormoni quali: prolattina e ossitocina che stimolano la produzione del latte. Quindi più il bimbo si nutre e svuota le ghiandole mammarie tanto più latte verrà prodotto, creando una produzione di latte adeguata alla richiesta del neonato. E’ molto importante assecondare il piccolo e fare le poppate ogni qual volta ne manifesti la necessità e lasciarlo attaccato fino a quando non si stacchi da sé.

2. Non saltare le poppate

E’ sbagliato cercare di saltare le poppate per accumulare latte per la sera, quando il bimbo è più irrequieto. Perché la produzione di latte, come abbiamo spiegato precedentemente, aumenta se la poppata è più frequente. Inoltre quando si accumula latte si accumula anche una sostanza detta FIL (ovvero Fattore di Inibizione della Lattazione) che invia al cervello il messaggio di diminuire la produzione di latte. Quando invece il seno si svuota dal latte si rimuove anche questa sostanza e viene automaticamente inviato il segnale di produrre più latte.

3. Verificare la posizione del bambino

Verificare che la posizione del bambino durante la poppata sia corretta. E’ importante che il bambino sia attaccato al seno nel modo giusto per avere una corretta stimolazione della ghiandola mammaria. La posizione corretta sarebbe seduta o sdraiata sempre con un cuscino che sostiene sia la schiena che il braccio che regge il bimbo. Tenere il bambino con la testa rivolta verso il capezzolo con una postura corretta e allineata con il sederino. La bocca del bimbo deve essere bene aperta e deve riuscire a coprire oltre che il capezzolo anche una parte del seno. La suzione è corretta quando si sente il bimbo deglutire e non si sentono schiocchi (perché altrimenti significa che il bimbo sta deglutendo aria).

4. Aiutarsi con la spremitura manuale o con un tiralatte

Si ricorre alla spremitura manuale o al tiralatte quando il bambino non può essere allattato al seno (bambini prematuri, bambini che rifiutano il seno). La spremitura manuale viene usata anche per ridurre il fastidio di un seno ingorgato e consiste in delicate pressioni sul seno (non dolorose) permettendo la fuoriuscita del latte fino a svuotamento, prima in un seno e poi nell’altro in modo alternato. I tiralatte invece possono essere di due tipi: manuale o elettrico. Del manuale ne esistono diversi modelli azionati a mano o a batteria, hanno tutti una coppa che si adatta al capezzolo. Mentre il tiralatte elettrico, è uno strumento veloce e facile da usare. Alcuni sono muniti di attacco doppio, che permette di tirare il latte in entrambi i seni contemporaneamente. Il latte tirato va conservato in contenitori opportunamente sterilizzati in frigo (dura circa 3 giorni a 2-5°) o meglio in congelatore (dura fino a 6 mesi).

Qual è l’alimentazione più corretta in allattamento?

Durante l’allattamento la mamma fornisce al neonato dai 500 ai 900 g di latte al giorno. Per una corretta produzione di latte ha bisogno di aumentare l’apporto energetico, in parte dato dalla dieta e in parte fornito dal tessuto adiposo accumulatosi durante la gravidanza. L’alimentazione deve essere varia e di alta qualità. Evitare assolutamente diete squilibrate o troppo restrittive.

Potete consumare tutti i cibi che avete consumato normalmente in gravidanza. Molto spesso si sente sconsigliare l’uso di alcuni ortaggi come cavoli, broccoli, asparagi, aglio, carciofi e varie spezie dal sapore e dall’odore intenso. Queste vengono ingiustamente sconsigliate perché ritenute responsabili del cambio di sapore del latte che diverrebbe più sgradevole per il neonato.

In realtà il bambino potrebbe non gradire il gusto del latte solo se vengono consumati dalla mamma alimenti mai consumati nell’arco della gravidanza. Il bambino infatti, appena nato conosce già i sapori dei cibi che la mamma consumava negli ultimi tre mesi di gravidanza. Quindi non servono particolari diete, si deve semplicemente continuare a mangiare in modo equilibrato e salutare come nei mesi di gestazione.

Non è vero che la birra aumenta la montata lattea, anzi il contenuto di alcool passa facilmente nel latte e potrebbe arrecare danni al bambino.

Ci sono erbe che aiutano la produzione del latte?

Esistono alcune piante come la Galega, il Finocchio, l’anice verde e il carvi che vengono definite piante “galattogene”. Vengono usate in integratori o tisane e hanno la caratteristica di aiutare la fisiologica produzione del latte materno. Molti studi affermano che non è possibile stabilire con sicurezza l’efficacia del consumo di queste tisane durante l’allattamento per aumentare la montata lattea, anche se per alcune di queste si riportano risultati positivi.

Galega (Galega officinalis): agisce favorevolmente sulla montata lattea, molto probabilmente dato da un miglioramento della circolazione sanguigna a livello della ghiandola mammaria. Per questo motivo rientra nella formulazione di tisane e preparati per promuovere la montata lattea.

Finocchio (Foeniculum vulgare): Aiuta la digestione, agisce sulla secrezione lattea ed è spasmolitico. Scioglie i crampi, elimina aerofagia e calma i dolori addominali. Utile per attenuare le coliche del bambino.

Anice (Pimpinella anisum): antispastico, carminativo, in grado cioè di eliminare gassosità gastriche ed intestinali. Stimola l’attività ghiandolare e galattogena.

Carvi (Carum carvi): Tonifica e fortifica il sistema metabolico, stimola la digestione, e nelle donne, aiuta la secrezione del latte durante l’allattamento. Molto interessante la sua azione contro i gas intestinali.

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