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Alimurgia: piante spontanee in cucina, esempi e ricette

Taraxacum officinale Weber

Esistono molte piante spontanee in natura, alcune di queste si possono mangiare, sono dette piante alimurgiche.

Scopriamo in questo articolo 5 tra le principali piante alimurgiche e qualche ricetta molto semplice e gustosa da preparare a casa.

Raperonzolo (Campanula rapunculus L.)

Agli inizi della Primavera vanno raccolte la radice e le foglioline del germoglio, in seguito i getti/germogli.

Può essere consumato da solo in insalata o insieme ad altre erbe, ha un sapore amaro. I getti primaverili possono essere lessati e conditi come gli asparagi.

Campanula rapunculus L.

Campanula rapunculus L.

Farinello comune (Chenopodium album L.)

Il Farinello comune può essere raccolto in tarda primavera, selezionando le giovani piante alte fino a 20 cm circa.

In estate si possono utilizzare i germogli e le foglie più giovani. Viene raccolta l’intera pianta e viene consumata cotta; le singole foglie più giovani possono essere utilizzate in insalate. Il gusto è simile a quello dello spinacio.

Il Farinello tende ad accumulare nitrati nelle foglie se cresce in terreni molto concimati; il problema si elimina con la bollitura, vengono infatti disciolti nell’acqua.

Chenopodium album L.

Chenopodium album L.

Luppolo (Humulus lupulus L.)

I giovani getti del Luppolo si possono raccogliere in Marzo e Aprile e possono essere lessati in acqua e conditi oppure saltati in padella con olio e cipolla come base per risotti.

In settembre si raccolgono le inflorescenze femminili molto utilizzate per aromatizzare birra, liquori e grappe.

Humulus lupulus L.

Humulus lupulus L.

Ortica (Urtica dioica L.)

Durante tutto l’anno si possono usare l’apice e le foglie di Ortica, mentre i germogli possono essere primavera.

Ha un sapore dolciastro, con i germogli si preparano minestre e risotti. Le ortiche si mangiano anche bollite in acqua salata e passate in padella.

La ricetta della minestra all’ortica

Prendere qualche manciata di punte e foglie tenere di ortica lavata e possibilmente ancora bagnata e metterle in una pentola e far cuocere per circa 10-15 minuti a fuoco lento. Dopodiché spegnere, scolare e lasciar raffreddare.

Passare dunque le ortiche nel frullatore fino ad ottenere una specie di crema. Sciogliere 30 g di burro in una padella e mescolare con 30 g di farina tipo 0. Aggiungere sale e pepe quanto basta.

Aggiungere 300 ml di latte e girare a fuoco lento per 5-10 minuti. Aggiungere la crema di ortiche e mescolare per qualche altro minuto.

Servire caldo con del pane tostato o dei crostini.

La ricetta delle tagliatelle con le ortiche

Mettere circa 500 g di punte e foglie tenere di ortica tagliate a pezzettini dentro una pentola di acqua salata e sbollentare. Dopo aver scolato tenere da parte l’acqua di cottura.

Mettere l’ortica sbollentata in una padella con 250 ml di panna da cucina e far cuocere il tutto per circa 10 minuti a fuoco lento.

Nell’acqua di cottura tenuta da parte facciamo cuocere 500 g di tagliatelle. Scolare e condire con del burro. Versare le ortiche cotte e mescolare. Servire con un pizzico di pepe e parmigiano grattugiato.

Urtica dioica L.

Urtica dioica L.

Tarassaco (Taraxacum officinale Weber)

Il tempo balsamico per la raccolta del Tarassaco è da fine febbraio ai primi giorni di aprile per quanto riguarda le foglie, mentre per i boccioli fiorali è il mese di Aprile. La radice si raccoglie invece in Autunno-Inverno. E’ una pianta medicinale molto importante, in cucina si possono utilizzare tutte le parti.

In cucina si possono utilizzare le foglie più giovani del Tarassaco sia per consumarle fresche in insalate oppure anche cotte. Le foglie sono medicinali con proprietà colagoghe (capaci cioè di agevolare la produzione di bile).

Con le foglie si può fare un ottimo risotto:

  • Lessare in poca acqua una manciata di giovani foglie di Tarassaco;
  • Tritarle e farle soffriggere in padella per dieci minuti con olio, burro e uno scalogno tritato finemente;
  • Aggiungere il riso.

La radice può essere lessata e condita con olio extravergine di oliva. Un tempo veniva tosta e macinata ed era utilizzata come surrogato del caffè.

I primi boccioli dei fiori si possono conservare sotto sale o aceto come i capperi.

E’ possibile anche preparare i boccioli sottolio utilizzando:

  • 400 g di boccioli privi di gambo;
  • 1 bicchiere d’acqua;
  • 1 bicchiere d’aceto;
  • Olio extravergine d’oliva;
  • Aglio;
  • Sale q.b.

La preparazione consiste nel lessare i boccioli di tarassaco in acqua salata, asciugarli e metterli nei vasi, coprirli con aceto e acqua precedentemente bolliti. Aggiungere uno spicchio d’aglio e coprirli con olio.

Taraxacum officinale Weber

Taraxacum officinale Weber

 

Fonte:

  • I quaderni del Parco volume 9 – Le piante selvatiche commestibili – Parco dell’Oglio Nord
  • Piante alimurgiche del Veneto – Maria Clara Zuin – Istituto di Biologia Agroambientale e Forestale (IBAF-CNR)

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