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Perché è importante rispettare i tempi di infusione delle tisane

tisana tempo di infusione a caldo e freddo

Le tisane sono delle preparazioni che possono svolgere reali effetti benefici sull’organismo ma affinché questo avvenga ci sono degli accorgimenti da prendere in considerazione per prepararle in modo corretto.

Una domanda che ci viene spesso posta da chi ama preparare una tisana fatta in casa ad esempio è: quanto tempo si devono lasciare le erbe in infusione nell’acqua? Se mi dimentico di filtrarle e le lascio in acqua troppo tempo, per una o due ore, va bene lo stesso? Cerchiamo di capirlo in questo articolo.

Come fare una tisana: infuso, decotto, macerato

Come si fa una tisana? Prima di tutto vi voglio parlare del metodo di preparazione delle tisane.

Sono tre modalità e vanno scelte in base alla parte di pianta che si utilizza ed alla natura delle sostanze da estrarre. Vediamo insieme significato e differenza dei vari metodi.

  1. Infusione: è sicuramente la tecnica più diffusa e consiste nel porre le erbe in acqua bollente. La temperatura dell’acqua ottimale per l’infusione è intorno agli 80-90 gradi, per cui si porta ad ebollizione l’acqua e poi si attende qualche minuto prima di mettere le erbe all’interno. Quando fare un infuso? Quando si utilizzano parti di pianta delicati come fiori (Calendula, Camomilla) e foglie (Melissa, Menta, The).
  2. Decozione: consiste nel porre le erbe in acqua fredda e farle poi bollire a fuoco lento. Segue poi un periodo di riposo a fuoco spento per una decina di minuti. Si effettua quando si utilizzano parti di erbe dure e coriacee come cortecce (Salice) e radici (Tarassaco, Bardana).
  3. Macerazione: consiste nel porre le erbe in acqua fredda o a temperatura ambiente per alcune ore. Particolarmente adatto per le piante che contengono mucillagini, come la Malva e l’Altea, in quanto queste sostanze sono facilmente termolabili, vengono cioè distrutte dal calore. Questa tecnica viene spesso chiamata anche infusione a freddo ma tecnicamente non è proprio corretto in quanto l’infusione prevede l’utilizzo di acqua calda.

Tutte le tisane, indifferentemente dal metodo di preparazione, possono essere consumate calde ma anche fredde.

Tempo di infusione tisana

Una volta capito come preparare una tisana, la domanda sorge spontanea: quanto tempo è necessario lasciare le erbe in infusione, decozione o macerazione?

Spesso si è portati a pensare che lasciando per molto tempo, anche un’ora o due, le erbe nell’acqua ci possa essere una maggiore estrazione delle sostanze e che quindi la tisana abbia un maggiore effetto benefico. Ma nella maggiore parte non è proprio così, anzi può succedere il contrario. Possono infatti verificarsi fenomeni di ossidazione e precipitazione dei principi attivi estratti con conseguente alterazione delle reali proprietà della tisana.

La regola generale vuole che non vengano superati i 15 minuti per l’infusione e la decozione.

Per la macerazione a freddo c’è invece bisogno di più tempo affinché l’acqua riesca a penetrare nei tessuti della pianta e solubilizzare le sostanze, infatti in genere si consigliano 4-5 ore.

Si consiglia comunque di seguire quanto scritto sull’etichetta del prodotto acquistato in erboristeria o al supermercato, dove dovrebbero essere riportate le modalità di preparazione.

Ci sono però dei casi particolari come ad esempio quello del thè, per il quale la durata dell’infusione influenza il contenuto in teina e caffeina della bevanda. All’inizio dell’infusione infatti avviene l’estrazione di queste sostanze, solo successivamente vengono estratti anche i tannini che fanno precipitare gli alcaloidi (theina e caffeina) disattivando il loro effetto. Quindi 2 minuti di infusione sono perfetti per ottenere una bevanda per lo più dall’effetto eccitante, se invece l’infusione dura di più predomina l’effetto astringente dato dai tannini mentre l’effetto eccitante diventa più blando.

Questo articolo è a puro scopo informativo, si basa sull’uso popolare tradizionale e sulla letteratura scientifica, e non vuole essere in alcun modo di natura prescrittiva. Prima dell’utilizzo di qualsiasi rimedio naturale chiedere consiglio al proprio medico curante.

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