Approfondimenti

Chi sono i Cimbri?

Le origini

La leggenda narra che la popolazione dei Cimbri abbia avuto origine in Danimarca e sia poi scesa verso sud. Gli indizi maggiori per comprendere la loro provenienza risiedono proprio nella lingua Cimbra.

Gli storici ed i linguisti affermano che i Cimbri sono scesi dalla Germania meridionale verso sud e verso le Alpi nell’anno mille circa. Queste popolazioni hanno trovato in modo pacifico una zona dove potersi sviluppare con terre da coltivare e boschi da sfruttare. In quest’area hanno infatti bonificato, costruito paesi e strade.

La lingua

La lingua Cimbra è una lingua tedesca parlata ancora oggi da poche centinaia di persone. I centri dove è ancora possibile sentir parlare persone con questo antico idioma sono Giazza (a pochi chilometri da Sprea), Roana (sull’altipiano di Asiago) e Luserna (in Trentino).

Sait-bouken!
Benvenuti

Tzimbar-earde
Terra cimbra

Barandre sain tzimbar
Noi siamo cimbri

De holtzar gasteikat tiaf nist fiegan
Gli alberi ben radicati non scappano

All je hén ga-hóart in bint piasan ime balt
Tutti hanno sentito soffiare il vento nel bosco

Diza nast i han ga-hóart ruvaln in pach
Questa notte ho sentito il Progno far rumore

Dove si è sviluppato il fenomeno dei Cimbri?

Le popolazioni Cimbre si sono stanziate sull’altopiano della Lessinia, nella zona Vicentina e Veronese. In quest’area sono 13 comuni della parte Veronese e 7 comuni della parte Vicentina ad aver subito le maggiori influenze della cultura Cimbra.

I XIII Comuni Veronesi

La definizione XIII Comuni Veronesi è tra le definizioni più durature per indicare quest’area della Lessinia caratterizzata dalla presenza della minoranza Cimbra e deriva dalla definizione utilizzata dalla Repubblica della Serenissima che ha dominato per diversi secoli su queste terre.

I XIII Comuni Veronesi erano:

  1. Velo (Capoluogo amministrativo, oggi Velo Veronese);
  2. Roveré di Velo (Oggi Roveré Veronese);
  3. Val di Porro (Assorbito oggi dal Comune di Bosco Chiesanuova)
  4. Azzarino (Assorbito oggi dal Comune di Velo Veronese);
  5. Camposilvano (Assorbito oggi dal Comune di Velo Veronese);
  6. Selva di Progno 
  7. San Bartolomeo delle Montagne (Assorbito oggi dal Comune di Selva di Progno);
  8. Badia Calavena (che era detta Sprea con Progno fino al 1400)
  9. Saline (Oggi San Mauro di Saline)
  10. Bosco Frizzolana (Oggi Bosco Chiesanuova)
  11. Tavernole (Assorbito oggi dal Comune di San Mauro di Saline);
  12. Erbezzo
  13. Alferia (Oggi Cerro Veronese).

Diverse contrade hanno nomi per metà di origine Cimbra e per metà di origine latina. Un chiaro segno di come i Cimbri si siano trovati a convivere con popolazioni italiche. Una nota interessante è che non sembrano esserci stati particolari scontri violenti nella storia, forse perché l’attività principale dei boscaioli Cimbri non contrastava l’attività delle popolazioni italiche, le quali vivevano principalmente di allevamento.

I Cimbri erano infatti importanti produttori di legname. Erano fornitori sia degli Scaligeri a Verona sia della Serenessima a Venezia. Proprio per questo motivo ottennero importanti privilegi e riuscirono ad instaurare un sistema economico fiorente.

L’altipiano dei VII Comuni

L’altipiano dei VII Comuni copre la zona Vicentina verso Asiago e comprendeva i seguenti comuni (tra parentesi il nome Cimbro):

  1. Asiago (Sléghe);
  2. Lusiana (Luzaan);
  3. Enego (Ghénebe);
  4. Foza (Vüüsche);
  5. Gallio (Ghel);
  6. Rotzo (Rotz);
  7. Roana (Robaan);
  8. Conco* (Kunken) – anticamente parte del Comune di Lusiana.

Tradizioni e attività Cimbre

Santa Lussia

La ricorrenza di Santa Lucia è un momento molto importante e vissuto con grande entusiasmo soprattutto dai bambini che in questa occasione ricevono qualche regalo e dolcetti.

La stria

Per i Cimbri l’anno nuovo cominciava proprio con l’Epifania. In questa occasione i più giovani di ogni contrada bruciavano rovi e sterpaglie sul punto più alto del monte e veniva detto “brusar la stria“.

Il carnevale

In questo periodo si usavano molto le maschere e si facevano scherzi. Non mancava occasione per bere qualche bicchiere di vino e mangiare le “fritole”. Nei paesi si inscenavano commedie e tragedie per intrattenere gli abitanti.

La stagione estiva

Durante la stagione ci si dedicava all’alpeggio e alla raccolta dei frutti. C’erano comunque le diverse sagre di paese che erano occasione d’incontro e di festa. Ancora oggi la tradizione delle sagre di paese in queste zone è molto sentita.

La produzione di legname e carbonella

Carbonara a Giazza

Fonte immagine: lessiniaworld.it

Durante il periodo invernale i Cimbri si dedicavano al taglio della legna nei boschi. Il legname veniva poi venduto direttamente oppure veniva prima trasformato in carbonella tramite un antico e particolare processo in cui la legna veniva accatastata a cono (la “carbonara” o “koulgruabe”), veniva ricoperta di fogliame e terra e al suo interno venivano inserite delle braci ardenti che nell’arco di qualche giorno trasformavano la legna in carbonella, riducendo sensibilmente il peso mantenendo però il potenziale calorico.

Latte, formaggio e ghiaccio

I boscaioli venivano detti “baltman” mentre chi si occupava dei campi come contadino si chiamava “paur” e “kuejar” se era un allevatore.

Queste figure si occupavano della produzione del foraggio per gli allevamenti, dei greggi e delle mandrie da cui poi si ricavava il latte, un prezioso ingrediente che permetteva di fare il formaggio.

Nel periodo invernale vi era anche un’altra importante attività svolta dai Cimbri, la produzione e lo stoccaggio di ghiaccio. Durante i mesi freddi infatti veniva stoccato il ghiaccio in apposite buche scavate sotto terra dove veniva calato il ghiaccio (le cosiddette “giasare“).

Durante i mesi estivi veniva poi trasportato a valle e venduto principalmente per aiutare la conservazione del cibo.

L’orto dei Cimbri di Sprea

All’interno del Giardino di Don Zocca, il giardino botanico e officinale nato a Sprea di Badia Calavena nel 2015, vi è una sezione dedicata all’Orto dei Cimbri, una particolare selezione di piante e ortaggi che erano tradizionalmente coltivati dalle popolazioni della Lessinia. La tradizione Cimbra ha influenzato molto le popolazioni locali e ancor oggi negli orti della gente delle contrade è possibile notare queste conoscenze tramandate di generazione in generazione.

Il Giardino è visitabile liberamente. Da Maggio a Ottobre è possibile anche effettuare delle visite guidate contattando direttamente i volontari che seguono queste attività all’indirizzo email: giardinodonzocca@erbecedario.it.

 

Fonti: www.cimbri7comuni.it – www.cimbri.it

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