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Informazioni utili per acquistare un cosmetico in modo consapevole

Leggere etichette cosmetici prima dell’acquisto

Come scegliere un prodotto cosmetico? In questa guida vi spieghiamo come leggere le etichette dei cosmetici con un occhio più critico e consapevole.

Esistono infatti delle precise linee guida allo scopo di tutelare il più possibile il consumatore nella scelta di cosmetici sicuri e affidabili. Non si tratta infatti solo di comprare i prodotti le “migliori marche”, o di scegliere solo cosmetici naturali o biologici, ma di prestare attenzione a quello che riportano le etichette.

Vediamo in questo articolo cosa NON si dovrebbe leggere nell’etichetta di un prodotto cosmetico, sia per uomo che per donna.

Leggere etichette cosmetici: elenco dei claims non ammessi su un prodotto cosmetico

  • Il prodotto cosmetico non può vantare attività terapeutiche.
    Infatti, per Prodotto Cosmetico si intende: “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero, capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei”.
    Definizione dell’Articolo 2 del Regolamento 1223/2009 dalla normativa sui prodotti cosmetici presenti sul mercato dell’UE.
    Da tale definizione si evince come un prodotto cosmetico non sia finalizzato all’azione terapeutica ma solo a un miglioramento dell’aspetto, dell’odore e della pulizia della pelle.
  • Il prodotto cosmetico non può vantare requisiti obbligatori per legge.
    Ad esempio il claim “questo prodotto è conforme alle norme dell’UE”, non può essere utilizzato perché tutti i prodotti in commercio in UE devono rispettare questo requisito.
    In modo analogo non si può riportare il claim ”prodotto non testato sugli animali” in quanto per legge è vietata la sperimentazione sugli animali e dal 2013 non possono essere venduti cosmetici testati sugli animali.
  • Non si deve enfatizzare l’assenza di ingredienti normalmente non ammessi.
    Per esempio riportare la dicitura “non contiene idrochinone” è inutile in quanto si tratta di un ingrediente vietato dal 2000 a causa della sua azione irritante sulla pelle. Un consumatore non informato sulla legislazione potrebbe ritenere un prodotto più sicuro di altri inconsapevole che in realtà nessun prodotto cosmetico può contenere quella sostanza.
  • Se viene indicata la presenza di uno specifico ingrediente questo deve essere riportato in modo corretto nella lista degli ingredienti (INCI). In modo particolare va distinta la fragranza dall’ingrediente, perché sono 2 sostanze ben diverse. Un prodotto che contiene un estratto di lavanda (il cui nome INCI è LAVANDULA ANGUSTIFOLIA OIL/EXTRACT) ha un’azione diversa sulla pelle rispetto a un prodotto “al profumo di lavanda”.
  • Tutte le dichiarazioni sul prodotto cosmetico devono essere vere.
    I prodotti “Anti-…” (es. Anti-cellulite, Anti-caduta, ecc…), in cui spesso si trovano diciture con finalità terapeutiche che il prodotto cosmetico non può avere per definizione. Non si può quindi dichiarare un cosmetico “Anti-cellulite”, essendo la cellulite un’infiammazione del tessuto adiposo che di certo non si risolve solo con l’applicazione di un cosmetico.
  • La dicitura “risultati in tot tempo come ad esempio “risultati visibili dopo 3 settimane/giorni” non è ammessa a meno che non siano stati effettuati opportuni test che dimostrino l’effettiva efficacia del prodotto in quel lasso di tempo.
  • In particolare nei prodotti solari non è accettabile il claim “schermo totale”, “protezione totale” o “protezione al 100%”, questo perché ad oggi non esiste un prodotto che garantisca una protezione totale alla pelle nei confronti dei raggi UV. Quindi il massimo livello di protezione che si può ottenere in un prodotto solare si può descrivere con “protezione altissima” o “protezione molto alta”.
  • E’ vietata la dicitura “prodotto anallergico” perché non esiste un prodotto che possa garantire al 100% la non comparsa di sensibilizzazioni. L’allergia infatti è una reazione soggettiva che può scatenarsi con qualsiasi sostanza, in quanto tutte le sostanze sono possibili fonti di allergia (dipende dal soggetto). In alcuni prodotti si può trovare il claim “ipoallergenico”, tale dicitura si riferisce a quei prodotti con un ridotto rischio di allergie. Tale claim può essere utilizzato ma deve essere supportato da dati scientifici che ne dimostrino il scarso potenziale allergenico.
  • Un claim particolarmente diffuso è “prodotto senza glutine” o “gluten free”, claim che in realtà risulta superfluo e ingannevole. Questo claim infatti lascia intendere al consumatore alcuni ingredienti nei cosmetici presentino un rischio per chi soffre di celiachia. In realtà non c’è nessuna relazione tra questa patologia e l’uso sulla pelle di prodotti cosmetici in quanto è un’intolleranza alimentare che interessa l’intestino tenue. Quindi a creare problemi sono i prodotti alimentari che arrivano all’intestino, e non i prodotti cosmetici. Essi infatti non vengono ingeriti e non costituiscono perciò un rischio per chi soffre di celiachia.

Fonti:

  • Natural 1, Fitoterapia, Cosmetica, Nutraceutica – Mensile di informazione scientifica. Numero 187-Novembre 2019; pp. 36-46.
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