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Ficus carica: proprietà, benefici, a cosa serve

Pianta fico o ficus carica

Fin dall’antichità il Fico era ritenuto simbolo di abbondanza e prosperità, un prezioso dono degli dei.

Il profeta Isaia fece un impacco di fichi sulle ferite di Re Ezechiele; in Grecia gli antichi farmacisti dell’epoca indossavano collane composte da fichi secchi; inoltre, la credenza vuole che il frutto favorisca la sessualità.

Ma conosciamo meglio questa pianta e scopriamo insieme il potere benefico delle sue gemme.

Che cos’è

Il Fico (Ficus carica L.) è un arbusto, della famiglia delle Moracee, dalle caratteristiche grandi foglie lobate. La sua corteccia è liscia e chiara e per tutta la pianta scorre un latice bianco.

Originaria dell’Asia Minore ma abbondantemente coltivata nell’area mediterranea per i suoi dolcissimi frutti che si possono consumare sia freschi che secchi.

Nella tradizione popolare i fichi secchi venivano utilizzati per realizzare dei decotti da bere a piccoli sorsi durante il giorno per calmare la tosse o per dare emollienza all’intestino facilitandone lo svuotamento. Le mucillagini, i semi e gli zuccheri contenuti al loro interno svolgono un delicato effetto lassativo, utile ad esempio per i bambini. Contengono, inoltre, enzimi che facilitano la digestione e migliorano l’assimilazione dei nutrienti.

Ma le virtù di questa pianta non finiscono qui, parliamo ora delle gemme di Fico.

Proprietà e benefici delle gemme di Fico

Le gemme di Fico contengono: biostimoline, sostanze meristematiche, composti fenolici, polisaccaridi, magnesio, bario, zinco e manganese.

I giovani tessuti del Ficus carica L. mostrano interessanti proprietà terapeutiche, in particolare sono indicati in caso di stati ansiosi e forti stati emotivi con somatizzazione a livello gastro-intestinale. Migliorano, infatti, la comunicazione neurovegetativa, favorendo la regolarizzazione della motilità gastrica e l’equilibrata secrezione dei succhi gastrici nello stomaco.

Dalle gemme del Fico si ottiene un preparato molto utilizzato in Erboristeria, ovvero il gemmoderivato, un macerato glicerico che si ottiene dalla macerazione delle parti più giovani della pianta (come gemme e giovani radici) in soluzione idro-glicero-alcolica.

A cosa serve in particolare il gemmoderivato? e come si utilizza? Rispondiamo subito a queste domande.

A che cosa serve

Il Gemmoderivato di Fico trova indicazione come coadiuvante in tutti quei disturbi dell’apparato gastro-intestinale provocato da nervosismo e stress:

  • cattiva digestione
  • costipazione intestinale
  • gastrite
  • meteorismo
  • gonfiore addominale
  • sindrome del colon irritabile
  • reflusso gastrico
  • fame nervosa e obesità

Come si usa

Il Gemmoderivato di Fico si utilizza in gocce.

Indicazioni e posologia: 60 gocce in mezzo bicchiere d’acqua, prima di pranzo e prima di cena. Si consiglia di assumere l’estratto per almeno 1 mese di trattamento.

Controindicazioni

La letteratura non segnala effetti collaterali alle dosi consigliate, ad eccezione di sensibilità individuali.

Sinergie con altri estratti

  • Gemmoderivato di Tiglio: per una migliore azione rilassante e preventiva sulle somatizzazioni nervose.
  • Gemmoderivato di Ribes nero: per una migliore azione antinfiammatoria sulle

 Curiosità

Il latice delle foglie veniva utilizzato dai nostri nonni contro piccoli porri o verruche applicando qualche goccia o eseguendo dei tamponi nella zona di interesse. Esso ha un certo potere irritante, utile per la sua efficacia su queste problematiche ma che poteva arrecare danni alla pelle più delicata, per questo veniva utilizzato con cautela su aree limitate, evitando il viso o altre zone più sensibili. Inoltre dopo l’applicazione si deve evitare l’esposizione al sole, in quanto alcuni principi attivi contenuti nel latice reagiscono negativamente a contatto con i raggi solari.

Questo articolo è a puro scopo informativo e non sostituisce, in alcun caso, il parere del medico.

Fonti:

  • Piterà di C. F., Nicoletti M., 2016-2018, Gemmoterapia Fondamenti scientifici della moderna Meristemoterapia. II edizione. Editore Nuova IPSA.
  • Boni U., Patri G., 2006, Scoprire-Riconoscere-Usare Le Erbe. Fabbri Editore.

 

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