Approfondimenti

Cimicifuga racemosa: pianta utile in menopausa

Cimicifuga Racemosa in menopausa

Il sul nome “Cimicifuga” sembra derivi dalla credenza che questa pianta allontanasse le cimici. Utilizzata dai nativi americani per la cura di dolori muscolari e dei disturbi mestruali, attualmente è un rimedio naturale tutto al femminile, utile soprattutto per le donne in menopausa. Vediamo nel dettaglio cos’è, quali benefici ne possiamo ricavare e le indicazioni d’uso.

Che cos’è

La Cimicifuga racemosa (Actea racemosa L.) è una pianta officinale i cui estratti, sono utilizzati prevalentemente per il trattamento dei disturbi della menopausa!

Proprietà, benefici, a cosa serve

Gli estratti di Cimicifuga sono impiegati per il trattamento di sintomi come:

  • vampate di calore (caldane)
  • sbalzi d’umore
  • secchezza vaginale

Tuttavia, sembra non abbia effetti particolarmente benefici:

  • sulla prevenzione dell’osteoporosi
  • sulla prevenzione di patologie cardiovascolari, nonostante la sua azione ipotensiva (B. Brigo)

Come agisce la Cimicifuga?

Questa pianta contiene glicosidi triterpenici, principi attivi dotati di attività estrogenica, utili per aiutare l’organismo femminile a superare con più serenità questo momento di disequilibrio ormonale. Studi recenti condotti su più di 3800 donne confermano l’efficacia di questa pianta nel controllo dei sintomi della menopausa (Osmers et al., 2005.).

Come si utilizza in fitoterapia e dose giornaliera

In ambito fitoterapico, viene consigliata la soluzione idroalcolica (detta Tintura Madre) con una posologia di 60 gocce sciolte in mezzo bicchiere d’acqua per 2 volte al giorno, dopo i pasti.

Effetti collaterali, interazioni e controindicazioni

Il 7 agosto 2006 gli integratori a base di Cimicifuga (prodotti in compresse, capsule, pastiglie, granuli, estratto secco) furono ritirati dal commercio italiano per un breve periodo, in via cautelativa, in attesa di ulteriori studi sui rischi di epatotossicità. Parliamo di una pianta officinale il cui utilizzo risale al 1950, la sua sicurezza è ben documentata alle dosi terapeutiche indicate ed evitando l’assunzione in caso di problematiche epatiche o in caso di assunzione di farmaci epatotossici. Inoltre è controindicata l’assunzione in caso di tumori estrogeno-dipendenti (es. tumore al seno, tumore all’utero) pregressi o attuali.

Questo articolo è a puro scopo informativo, si basa sull’uso popolare tradizionale e sulla letteratura scientifica, e non vuole essere in alcun modo di natura prescrittiva. Prima dell’utilizzo di qualsiasi rimedio naturale chiedere consiglio al proprio medico curante. 

Fonti:

  • Campagna P. 2008, Farmaci Vegetali, Manuale ragionato di fitoterapia, Edizioni Minerva Medica.
  • Brigo B. 2003, L’uomo, la fitoterapia, la gemmoterapia. 211 sindromi cliniche trattate con fitocomplessi e gemmoderivati. II Edizione. Tecniche Nuove.
Erbecedario Erboristeria online: vendita prodotti naturali, artigianali ed italiani

Potrebbe interessarti anche

Nessun commento

    Lascia una risposta

    COMMENTI RECENTI