Epifania, conosciamo meglio i doni dei Re Magi: oro, incenso e mirra

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Il 6 Gennaio, festa dell’Epifania del Signore, in tutti i presepi arrivano i re magi per portare a Gesù oro, incenso e mirra, preziosi doni sia per la loro simbologia, ma anche per essere tre rimedi medicamentosi.  Ecco cosa sono, chi li portava, cosa rappresentano, a cosa servono e per cosa si usano.

Tre Re Magi: chi sono e quali doni portano

Nella tradizione del Natale i Re magi, ossia Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, sono i tre saggi che, guidati dalla scia della stella cometa, affrontano insieme un lungo viaggio dall’Oriente fino alla capanna di Betlemme, per rendere omaggio al Re dei Giudei portando con loro doni preziosi, ed in particolare:

  • il dono di Melchiorre, il più anziano dei Re Magi, è l’oro;
  • il dono di Gaspare, il più giovane dei tre, è l’incenso;
  • il dono di Baldassarre, il Magio dalla pelle scura, è la mirra.

Epifania: significato di oro, incenso e mirra e possibili usi

Oro, incenso e mirra sono tre doni ricchi di significato simbolico e religioso. In base alle varie interpretazioni, secondo alcuni l’oro è il simbolo della divinità, l’incenso rappresenta la divinità mentre la mirra, usata per la mummificazione, indica la passione. Secondo altri invece l’oro rappresenta la carità, l’incenso simboleggia la fede e la mirra rappresenta la libera volontà.

Tutti e tre questi doni, al di là del loro significato simbolico, sono dei rimedi naturali dalle importanti proprietà medicamentose. Conosciamo quindi meglio anche i loro benefici.

Oro

L’oro è un metallo preziosissimo che si trova allo stato natio nelle rocce aurifere o sotto forma di pepite nei fiumi. 

Viene impiegato in molti ambiti, da quello alimentare, a quello odontoiatrico, in gioielleria, nell’industria elettronica fino al campo medico dove recentemente ha avuto un posto di rilievo nella storia della medicina per la terapia di fondo dell’artrite reumatoide.  

Si sono trovate testimonianze del suo uso già all’epoca degli egizi, i quali aggiungevano l’oro a bevande e cibi per suscitare il favore degli dei.

Nel XV sec d.C i primi alchimisti iniziarono ad aggiungere l’oro ai medicamenti, in quanto lo consideravano un toccasana per ogni malattia.

Secondo alcune teorie però, l’oro portato in dono a Gesù bambino non sarebbe il famoso metallo, ma la polvere Curcuma, definita appunto l’oro delle spezie, sia per il suo colore giallo intenso, sia perché considerato un importante medicamento fin dalla più remota antichità. 

Questa straordinaria radice è originaria dell’India, dove al giorno d’oggi fa parte dell’alimentazione quotidiana ed è uno dei principali rimedi della medicina ayuverdica, secondo la quale svolge proprietà purificatrici sul corpo e viene impiegata in una grande varietà di disturbi.

Numerosi studi scientifici dimostrano le proprietà antiossidanti, epato-protettrici ed antinfiammatorie della Curcuma.

Incenso

L’incenso, conosciuto soprattutto per il suo uso durante le cerimonie religiose e funebri, è una resina di colore giallo pallido che si ottiene da un albero del genere Boswellia, praticando incisioni sulla corteccia.

Lo Boswellia è un albero di medie dimensioni che cresce nelle foreste tropicali e la sua resina fa parte della Farmacopea indiana e cinese come medicamento dalle potenti proprietà antinfiammatorie

Nella fitoterapia moderna viene utilizzata come antiossidante e lenitivo naturale per trattare stati infiammatori a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, delle vie respiratorie e nelle affezioni cutanee.

Mirra

Si tratta di una resina ricavata dalla Commiphora myrrha, una pianta tipica di penisola arabica, Mesopotamia e India.

Al tempo dei faraoni veniva utilizzata per conservare le mummie, e nell’antichità è sempre stata una componente fondamentale negli oli e nei profumi utilizzati per l’unzione del corpo del defunto.

La mirra viene oggi usata in caso di affezioni del cavo orale come afte e gengiviti, ma anche ferite e ulcerazioni cutanee in virtù delle sue proprietà antinfiammatorie, antisettiche e analgesiche.

Queste proprietà sono dimostrate scientificamente e il primo studio a riguardo, venne effettuato dal dipartimento di farmacologia dell’università di Firenze, che dimostrò il meccanismo di azione di alcune sostanze chimiche, presenti in questa resina, sui recettori per gli oppioidi, paragonandoli a quelli della morfina, e spiegandone così l’effetto analgesico. 

Il «Balsamo di Gerusalemme», è un unguento a base di mirra ed incenso formulato nel 1719 nella farmacia del monastero di San Salvatore, nella città vecchia di Gerusalemme, che per la sua attività antinfiammatoria, è entrato a far parte di molte recenti farmacopee.

Schede Erbe:

Per maggiori informazioni sulle Erbe presenti sull’articolo cliccare sui seguenti link:

Curcuma, Curcuma longa L.
Boswellia, Boswellia serrata Roxb. ex Colebr.
Mirra, Commiphora myrrha Jacq.

Questo articolo si basa sull’uso popolare tradizionale e sulla letteratura scientifica. Le informazioni ed i consigli presenti non sono di natura prescrittiva o curativa, ma hanno solo uno scopo informativo. 

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