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Erba del mese: come usare il Rabarbaro per favorire la digestione

Pianta Rabarbaro per digerire

Il Rabarbaro è un valido rimedio naturale dalle proprietà digestive, ma attenzione a come viene usato, in quanto a seconda della dose, possiede anche spiccate proprietà lassative e purganti.

Come afferma Paracelso infatti “è la dose che fa il veleno” in riferimento al fatto che l’effetto di una sostanza dipende dalla dose con cui è impiegata.

Pianta Rabarbaro o Rheum palmatum

Il Rabarbaro è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Poligonacee, originaria della Cina e del Tibet ma diffusa anche in tutta Europa.

Possiede un grande rizoma, può raggiungere un’altezza attorno ai due metri. Le foglie sono grandi e sorrette da un lungo stelo carnoso e i fiori, bianco-giallastri o purpurei sono raccolti in pannocchie.

Ci sono diverse varietà di Rabarbaro: quelle maggiormente utilizzate sono il Rehum Palmatum, chiamato anche rabarbaro cinese e il Rehum officinale che è quello maggiormente diffuso in Europa.

Proprietà digestive e forme in cui si usa

Le proprietà digestive del Rabarbaro si possono sfruttare sia in campo salutistico, sia in campo alimentare.

L’impiego salutistico riguarda principalmente il Rheum palmatum, la cui parte utilizzata è la radice o meglio il rizoma. I principi attivi del rizoma del Rabarbaro sono rappresentati da derivati idrossiantracenici, tannini e flavonoidi.

A bassi dosaggi il Rabarbaro agisce come amaro-digestivo, stimolando la produzione dei succhi gastrici e della bile. Per questo è consigliato per favorire i processi digestivi, come aperitivo per stimolare la fame e per aiutare la depurazione del fegato.

Per godere di queste proprietà si può preparare una tisana di rabarbaro, da bere in caso di necessità, ad esempio quando si sente appesantiti e si fa fatica a digerire dopo un pasto particolarmente abbondante. Si può utilizzare anche la soluzione idroalcolica, la polvere, l’estratto secco in compresse o integratori liquidi, acquistabili in erboristeria.

Come digestivo la Commissione E Tedesca riporta il dosaggio quotidiano di 3-9 mg di derivati idrossiantacenici corrispondenti a 0,12-0,36 g di droga.

Ai fini alimentari (quindi per l’uso in cucina, per cucinare varie ricette) invece è maggiormente utilizzato il Rheum officinale, le cui parti di interesse sono rappresentate dal gambo e dalla radice.

Il gambo, dal colore rossastro e dal gusto acidulo ed amarognolo è ottimo per la preparazione di marmellate, confetture, composte, gelatine, dolci, torte e caramelle amaricanti; mentre con la radice si preparano liquori, grappe ed amari ed altre bevande dall’effetto tonico-digestivo.

Altre proprietà

A dosi più elevate il Rabarbaro agisce a livello intestinale stimolando la peristalsi con conseguente effetto lassativo e purgante risultando un rimedio naturale utile in caso di stitichezza.

In questo caso la Commissione E Tedesca riporta il dosaggio quotidiano di 30-120 mg di derivati idrossiantracenici corrispondenti a 1,2-4,8 g di droga, sotto forma di polvere o appositi integratori alimentari.

La sua azione come lassativo è molto spiccata e forte, pertanto l’uso è consigliato solo in caso di necessità e per brevi periodi. Per lo stesso motivo è controindicato in gravidanza, durante l’allattamento, in età pediatrica ed in caso di infiammazioni del tratto intestinale.

Fonti:

  • Campanini E., 2014, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove.          

Schede Erbe:
Per maggiori informazioni sulle Erbe presenti sull’articolo cliccare sul seguenti link:

RabarbaroRheum palmatum L.

 

Questo articolo si basa sull’uso popolare tradizionale e sulla letteratura scientifica. Le informazioni ed i consigli presenti non sono di natura prescrittiva o curativa, ma hanno solo uno scopo informativo.

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