Il giorno e la notte di San Giovanni tra feste, riti e tradizione

festa di San Giovanni

Sarà perché cade nel cuore dell’estate, sarà per il profumo delle erbe appena raccolte o per quelle tradizioni un po’ magiche che si tramandano da generazioni…fatto sta che ogni anno la notte di San Giovanni torna a incuriosire e affascinare.

Ma in che giorno si festeggia? Perché è considerata così speciale? Cosa si fa secondo la tradizione? Cosa si prepara? E quali sono le famose erbe di San Giovanni?

Festività di San Giovanni Battista: quando si festeggia e tradizioni

La data da ricordare è il 24 giugno, giorno in cui la tradizione cristiana celebra la nascita di San Giovanni Battista, il santo che battezzò Gesù nelle acque del Giordano.

Non è una data scelta a caso. Il 24 giugno cade pochi giorni dopo il solstizio d’estate, cioè il momento dell’anno in cui la luce raggiunge il suo massimo splendore. Le giornate sono lunghe, la natura è piena, i campi sono verdi, le piante sono cariche di profumi e la terra sembra trovarsi nel suo momento di massima energia.

Proprio per questo, nel tempo, la festa di San Giovanni ha raccolto dentro di sé tanti significati diversi. Da una parte c’è la festività cristiana dedicata a San Giovanni Battista. Dall’altra ci sono tradizioni molto più antiche, legate al ciclo della natura, alla fertilità della terra, alla protezione dei raccolti e al desiderio di buon auspicio per la casa e la famiglia.

Nella cultura popolare, la notte di San Giovanni era considerata un passaggio importante dell’anno: una notte in cui la luce dell’estate incontrava il mistero, e in cui acqua, fuoco, erbe e rugiada diventavano protagonisti di riti semplici ma carichi di significato.

La notte di San Giovanni: cosa si fa e perché è magica

È una notte considerata magica perché arriva subito dopo il solstizio d’estate, quando la natura è nel suo momento di massima vitalità. I fiori sono aperti, le erbe sono ricche di profumo, i campi sono pieni di vita e la luce del sole ha appena raggiunto il suo apice. Tutto questo ha alimentato, nei secoli, l’idea che proprio in questa notte le piante, l’acqua e la rugiada avessero una forza speciale.

È legata a tanti riti popolari che cambiano da zona a zona, ma che hanno spesso un filo comune: chiedere protezione, purificarsi, attirare fortuna e celebrare la forza della natura. 

Il rito più conosciuto è sicuramente l’acqua di San Giovanni. Si prepara la sera del 23 giugno mettendo in una bacinella acqua, fiori ed erbe aromatiche. La bacinella viene lasciata all’aperto per tutta la notte, così da raccogliere la rugiada. A cosa serve? La mattina del 24 giugno ci si lava il viso e le mani con quest’acqua profumata, come gesto di purificazione e buon auspicio.

Un’altra tradizione è raccogliere la rugiada o camminare scalzi sull’erba bagnata, perché si credeva che la rugiada della notte di San Giovanni portasse salute, bellezza e protezione.

Sempre il 24 giugno, in molte zone d’Italia si raccolgono le noci verdi per preparare il nocino. Il mallo, ancora tenero e profumato, viene utilizzato per realizzare questo liquore tradizionale, che dovrà poi riposare a lungo.

C’è poi la barca di San Giovanni, molto simile alla barca di San Pietro. Si prepara versando l’albume di un uovo in un contenitore pieno d’acqua e lasciandolo all’aperto durante la notte. Al mattino, le forme create dall’albume vengono interpretate come vele o figure simboliche. In alcune tradizioni questo rito si fa nella notte di San Giovanni, in altre nella notte tra il 28 e il 29 giugno, per San Pietro e Paolo.

Il 24 giugno è anche giorno di feste in diverse città e paesi italiani. A Firenze, San Giovanni Battista è il patrono e viene celebrato con eventi, cortei e fuochi d’artificio. Anche Torino e Genova festeggiano San Giovanni con celebrazioni religiose, spettacoli, fuochi e tradizioni popolari. In molti piccoli paesi non mancano sagre, processioni, falò e feste di piazza. Il fuoco, come l’acqua, è un elemento simbolico molto forte: purifica, illumina, riscalda e allontana idealmente le energie negative. Nei riti popolari, saltare o girare attorno al fuoco aveva spesso un significato propiziatorio, legato alla fortuna, alla salute e alla protezione.

Tra i rituali di San Giovanni troviamo anche l’usanza di raccogliere un mazzetto di erbe ed appenderlo sulla porta di casa, alle finestre o nelle stalle, come simbolo di protezione per la famiglia, gli animali e i raccolti. La tradizione vuole che le erbe raccolte nella notte di San Giovanni siano particolarmente potenti, perché bagnate dalla rugiada e cariche della forza del sole d’estate. Naturalmente oggi possiamo leggere questa usanza anche con uno sguardo più semplice e poetico: è il momento in cui molte piante aromatiche e officinali sono rigogliose, profumate e ricche di principi aromatici.

Le erbe di San Giovanni

Ma quali sono le erbe che si raccolgono in questo giorno? 

Non esiste un’unica lista valida per tutti: ogni territorio aveva le sue erbe, in base a ciò che cresceva nei prati, negli orti, lungo i sentieri o vicino alle case. 

Tuttavia, alcune piante tornano spesso nelle tradizioni popolari legate a S. Giovanni:

  • l’iperico: è la vera erba di San Giovanni. Non a caso è conosciuto anche proprio con questo nome. Fiorisce nel periodo del 24 giugno e si riconosce per i suoi piccoli fiori gialli, luminosi e solari. Nella tradizione popolare l’iperico era considerato una pianta protettiva, capace di allontanare il buio e portare luce. Il suo colore dorato lo lega simbolicamente al sole, alla vitalità e alla forza dell’estate.
  • la lavanda: è una delle erbe più amate e utilizzate nei riti di San Giovanni. Il suo profumo fresco e rasserenante la rende perfetta per l’acqua di San Giovanni e per i mazzetti da appendere in casa. Tradizionalmente è legata alla pulizia, alla calma e alla protezione.
  • il rosmarino: è una pianta forte, resistente e molto presente nella cultura mediterranea. Nei riti popolari era associato alla memoria, alla purificazione e alla protezione della casa.
  • la salvia: è un’altra erba importante. Il suo nome richiama l’idea di salute e salvezza, e nella tradizione veniva usata come pianta simbolica di benessere e protezione.
  • la malva: con i suoi fiori delicati, rappresenta l’aspetto più dolce e gentile delle erbe di San Giovanni. È una pianta molto conosciuta nella tradizione erboristica per le sue proprietà emollienti e lenitive.
  • il sambuco: è legato da sempre alla tradizione contadina. I suoi fiori profumati sbocciano tra primavera ed estate e venivano considerati simbolo di protezione e prosperità.
  • l’assenzio: è una pianta dal forte valore simbolico, spesso legata alla protezione e ai riti di passaggio. 

Che si prepari l’acqua di S.Giovanni, si raccolgono erbe profumate o semplicemente si osservi il cielo nella notte tra il 23 e il 24 giugno, questa ricorrenza continua a portare con sé un messaggio semplice e prezioso: rallentare, rispettare la terra e custodire quei piccoli gesti che ci riconnettono alla natura e alla bellezza dell’estate.

Schede Erbe:
Per maggiori informazioni sulle Erbe presenti sull’articolo cliccare sui seguenti link:
Iperico Hypericum perforatum L.
Lavanda Lavanda officinalis Chaix
Rosmarino Rosmarinus officinalis L.
Salvia Salvia officinalis L.
Malva Malva sylvestris L.
Sambuco Sambucus nigra L.

Questo articolo si basa sull’uso popolare tradizionale e sulla letteratura scientifica. Le informazioni ed i consigli presenti non sono di natura prescrittiva o curativa, ma hanno solo uno scopo informativo. 

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